14 - 15 giugno, venerdì e sabato – Sosta a Korčula
Il trasferimento da Loviste a
Korčula, o Curzola, è una pratica che viene evasa già nelle prime ore del
mattino, condizioni ideali di navigazione, in un largo canale ai cui lati
scorrono le coste a nord della penisola di Peljesac (Sabbioncello), a sud dell’isola
di Korčula.
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| Tra Korčula e Mljet |
A poche miglia dall’arrivo, sulla
nostra prua, si staglia la sagoma di Korčula sul bel promontorio che si slancia
verso il canale.
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| Promontorio di Korčula |
Il campanile svetta sui tetti
rossi dell’antico abitato scelto da Venezia come punto di controllo dei suoi
traffici marittimi.
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| Vicolo e Campanile |
Oggi ci appoggiamo ai servizi del Marina Aci che ci
accoglie con una allettante promozione commerciale: “prendi due e paghi uno”,
cioè possiamo rimanere anche sabato notte pagando la sola tariffa di venerdì.
Accettiamo al volo l’offerta e dopo due ore gironzoliamo tra i vicoletti del
centro storico, meta molto gettonata dai tour operator.
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| Porta d'accesso a Korčula |
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| Vicolo e vela |
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| L'arte della lavorazione della pietra |
Particolare di questa
isola era la lavorazione della pietra destinata ad abbellire i palazzi delle
principali città della costa. Non ci facciamo mancare la visita al duomo eretto
nel XV secolo, dedicato a San Marco, e una risalita tra gli scalini angusti del
campanile.
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| Claustrofobia |
La veduta che si gode dall’alto vale il rischio claustrofobico corso
nel risalire le scale.
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| Veduta sul canale |
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| Il marina dal campanile |
Al calar della sera è un tripudio di tavoli dei
ristoranti apparecchiati all’esterno lungo il perimetro da cui si domina tutto
il canale.
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| Mezza torre della cinta |
La sosta di due giorni si è rivelata ottima per le tante cose da
vedere, per la disponibilità della rete wifi che ci ha permesso di aggiornare
il blog, e, non da ultimo, per un grazioso ristorantino che con poche kune ci
ha fatto dimenticare due sere della ottima cucina di bordo.
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| Il blogger Vincent mentre crea |
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| La redazione al lavoro con ufficio volante |
Cara Korčula, ti
teniamo sotto osservazione nel caso di altre vantaggiose offerte!
16 giugno, domenica – Ebbravo a
Ulisse!
Lasciamo il marina di Korčula in
una splendida giornata di sole: l’estate si avvicina a grandi passi,
finalmente! Ci avviciniamo sempre di più a Dubrovnik dove imbarcheremo forze
fresche per il salto verso la Grecia. Ultima
tappa da rispettare è la baia di Okuklje nella parte sud-est dell’isola di
Mljet, mentre la parte nord della stessa isola, quasi un terzo, è stata
trasformata in un apprezzato parco marino. 25 miglia di navigazione
ci dividono da questa baia che ci lascia decisamente a bocca aperta fin
dall’ingresso.
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| Ingrasso alla baia di Okuklie |
Forse è vera la leggenda che in questa isola Calipso tenne
prigioniero Ulisse per sette anni con un incantesimo. L’impressione è quella di
stare all’interno di un vulcano spento, con le pareti circostanti ricoperte di una ricca vegetazione e alte circa
300 metri.
Poi quasi nulla. Nessun edificio sui costoni, salvo quello di una piccola
chiesetta da cui si gode un panorama fantastico sulla baia sottostante e
sull’ampio Kanal Mijetski e sulla costa continentale da dove origina la
penisola di Sabbioncello.
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| La baia vista dalla chiesetta |
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| Che pace! |
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| Il canale d'ingresso visto dalla chiesetta |
Siamo attraccati alla rustica banchina del ristorante
Baro, che ci fornisce ormeggio, corrente, tavolino con sedie al fresco di una
incannucciata… e tutto gratis!
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| Il riposo di Experience |
Ci sembra doveroso ricambiare a tanta gentilezza
prenotando un tavolo sul panoramico terrazzino dell’annesso ristorante.
Terminato l’ormeggio, il tuffo nelle limpide acque suggella il nostro primo bagno dopo dieci giorni di navigazione, seguito, a qualche ora di distanza, da
una splendida passeggiata verso la chiesetta distante circa mezz’ora a piedi,
tra fiori e una natura incontaminata.
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| Natura viva |
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| Farfalla e lavanda |
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| Bianchi fiori |
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| Primo bagno! |
Infine, la sera, solo per spirito di
cortesia, ci accingiamo ad assaggiare un favoloso formaggio di capra, un calamaro,
un gambero, un pescetto, varie verdurine passate alla griglia, eccetto delle
patate che preferiamo al forno. Accompagniamo il tutto con una birretta locale
ed un grappino conclusivo, ma sia chiaro: è stato il cortese ristoratore che ha
insistito tanto per farcelo assaggiare! A pagare, effettivamente, abbiamo
pagato. Ma vi assicuro che da noi con la stessa somma non si sarebbe potuto
mangiare altro che una pizza.
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| Cena da Varo |
Prima di andare a dormire ci facciamo due passi
digestivi e tra un’occhiata e alle barche e una alla stella polare, ripenso
alla cena a base di pesce e a quel furbacchione di Ulisse e ragionando tra me e
me dico: “Ebbravo a Ulisse! Ecco perché sei stato su questa isola per sette
anni! Posto bello, pesce fresco a volontà…e se ti veniva voglia di carne, c’era
Calipso che ci pensava....e che vuoi più dalla vita? Sì, vabbuò…l’incantesimo… senza
offesa Ulì: a ‘sta cosa non ci crede nemmeno Nessuno!”
Amici qua vedo che ci sono novità: tendalino nuovo e addirittura il tavolo installato nel pozzetto ma....
RispondiEliminaPosticino niente male
RispondiEliminabaci
Sono Elvio, ti avevo chiesto la meta delle tue ferie estive. Ho ammirato e scorso il tuo blog, dei paesaggi e delle vedute eccezionali, un mare incantevole, tramonti e e albe mozzafiato, posti caratteristici,arti culinarie che senz'altro hai apprezzato, compagni di viaggio piacevoli. Ma tua moglie c'era, oppure ti sei appoggiato alle tue amiche di redazione?
RispondiEliminaCerto sono un po' invidioso di quello che stai facendo, ma la vita e' strana, forse un giorno qui o altrove affronteremo insieme una bellissima avventura, un viaggio che non dimenticheremo, ciao