martedì 25 giugno 2013

2013 Da Zadar a Kérkyra – 5a parte



17 - 18 giugno, lunedì e martedì – Gruz, Dubrovnik
Avvistiamo da lontano il grande pilone del ponte di Dubrovnik. Una ardita costruzione slanciata verso l’alto dal cui vertice ricadono a ventaglio delle nervature di acciaio a sostenere la parte più lunga del ponte che sorvola il braccio di mare che precede il porto commerciale di Gruz.

Ponte di Dubrovnik
 È la prima volta che arrivo in questa città, di cui so poco o nulla, e la prima sorpresa è vedere ormeggiate due grandi navi da crociera.

Navi da crociera all'ormeggio a Gruz
Due città galleggianti che trasportano tre-quattromila turisti in giro per il Mediterraneo. Mi guardo intorno per capire il motivo di tanto interesse, ma il porto di Gruz non mi pare che meriti tanta attenzione. Ci sistemiamo bene all’ormeggio. Ora abbiamo tutto il tempo per scoprire il perché di tanto interesse. I nostri rinforzi arriveranno dall’Italia solo mercoledì mattina: il califfo Italo e l’uomo bionico Mauro. Chiediamo informazioni per arrivare al centro dell’antica Ragusa, l’attuale Dubrovnik. Dopo la cena a bordo, ci affidiamo al bus di linea che dopo pochi minuti ci deposita nei pressi di Porta Pile, tra una folla esagerata di turisti pronti a vivere il rito by night che la città sa offrire. Un paio di svolte e ci troviamo catapultati in uno scenario che richiama un quadro del Canaletto con le sue prospettive. La bellissima fontana di Onofrio ci dà il benvenuto offrendoci la sua fresca acqua giusto per riprenderci dallo stupore di tanta bellezza e di tanta gente.

Porta Pile by night
Fontana di Onofrio
Portale di San Domanico
Palazzo della Dogana
Cattedrale
Struscio sul Corso
Raccontare in breve 15 secoli di storia qui concentrati sarebbe impossibile e mortificante per la città. Vi dico solo che è stato come trovarsi su un set di tanti film storici con ambientazioni di epoche diverse, come i vari generi musicali che abbiamo ascoltato agli angoli delle strade; e su queste folate di motivi diversi, la gente, tanta gente cosmopolita e tanti, tanti giovani! Ma sonno e fatica ci presentano il conto: dobbiamo dormire. Il tempo di riposarci e ricaricarci e alle 10 stessa storia: bus, Porta Pile per affrontare il percorso del cammino di ronda sulle mura della città. Due chilometri di spettacolare passeggiata sulla fortificazione dell’antica repubblica di Ragusa. Una continua serie di vedute della città, rimessa in perfetto stato nonostante i danni subiti durante il conflitto recente del 1991 – 1992 che ha determinato la fine dello stato federale della ex Jugoslavia. Chiese, chiostri, fontane, piazze, palazzi che testimoniano il passaggio di popoli di culture diverse, e, non ultimo, una vita notturna molto vivace. Insomma…ci ritornerei molto volentieri!

Struscio di giorno
Turismo di massa
Bastioni sul mare
Camminamento di ronda

Ronda di guardia
Chiostro di San Domenico
Chiostro di San Francesco
Ma il tempo stringe: il califfo sta per arrivare armato di smartphone. È giunto il tempo di salutare la Croazia!

19 giugno, mercoledì – Welcome to Montenegro
L’arrivo del ciclone califfo porta con sé le sue conseguenze, per fortuna tutte positive: dalla scorta di formaggio e salame napoletano, alla decisione di fare scalo in Montenegro per un paio di tappe, cosa non prevista inizialmente.

L'arrivo del califfo e di bionic man
Immediatamente mollati gli ormeggi, iniziamo a costeggiare la bella costa verso sud non prima di aver salutato, questa volta dal mare, la splendida Dubrovnik per me oramai familiare. Percorriamo 35 miglia di mare scivolando lungo la costa croata verdeggiante e rocciosa a strapiombo su un mare sempre limpido. L’ultima fortificazione militare croata ci avverte che è ora di cambiare la bandiera di cortesia. Ammainiamo il vessillo croato a strisce bianche, rosse e blu e issiamo a riva quello del Montenegro con due aquile dorate su fondo rosso.

Cambio di cortesia dei coniugi Ferrara
 Entriamo nell’ampia baia di Boka Kotorska che si addentra tra le montagne.

Approccio al Montenegro
Tivat dal mare
 La prima impressione è di trovarsi in un grande lago alpino, con l’aggiunta di enormi navi mercantili alla fonda. Decidiamo di utilizzare i servizi che il marina di Tivat è in grado di fornire, in primo luogo l’assistenza pre l’espletamento delle pratiche doganali. All’ormeggio grandi yacht e fuoribordo da 900 cv. Su alcuni di questi però è in bella mostra il cartello “on sale”. Anche da queste parti si inizia a far di conto! Il marina di sera è molto frequentato da visitatori esterni che si aggirano tra bar e negozi alla moda. Noi, invece, curiosi ci dirigiamo sotto la guida del califfo tra le stradine della cittadina adiacente. Ci colpiscono delle voci che provengono da un antico palazzo con giardino, circondato da un alto muro di cinta. Stanno provando una commedia teatrale. Figuriamoci: il califfo si vuole intrufolare a tutti costi! Ma l’unico portone è decisamente chiuso, dovremmo solo sfondarlo, ma non ci pare il caso. Bionic man ci fornisce subito con il suo telefonino la mappa del quartiere. Decidiamo allora per una onorevole ritirata, quando ci arriva all’orecchio una musica per me conosciuta e amatissima: è un pezzo della Gatta Cenerentola, favola musicale di Roberto De Simone, che conosco a memoria: “…oi mamma c’à mò vene brin-brun-brà. Oi mamma c’à mò vene brin-brun-brà. Pigl’ ‘o cane, acciappa ‘o cane, a capa dò cane brin-brun-brà….” Vi assicuro: ascoltare un pezzo della cultura napoletana nelle contrade del Montenegro per me è stata una emozione forte che basterà a farmi ricordare di Tivat con simpatia, oltre che per la cordialità dei suoi abitanti.

Nessun commento:

Posta un commento