martedì 25 giugno 2013

2013 Da Zadar a Kérkyra – 4a parte



14 - 15 giugno, venerdì e sabato – Sosta a Korčula
Il trasferimento da Loviste a Korčula, o Curzola, è una pratica che viene evasa già nelle prime ore del mattino, condizioni ideali di navigazione, in un largo canale ai cui lati scorrono le coste a nord della penisola di Peljesac (Sabbioncello), a sud dell’isola di Korčula.

Tra Korčula e Mljet
 A poche miglia dall’arrivo, sulla nostra prua, si staglia la sagoma di Korčula sul bel promontorio che si slancia verso il canale.

Promontorio di Korčula

Il campanile svetta sui tetti rossi dell’antico abitato scelto da Venezia come punto di controllo dei suoi traffici marittimi.
Vicolo e Campanile
 Oggi ci appoggiamo ai servizi del Marina Aci che ci accoglie con una allettante promozione commerciale: “prendi due e paghi uno”, cioè possiamo rimanere anche sabato notte pagando la sola tariffa di venerdì. Accettiamo al volo l’offerta e dopo due ore gironzoliamo tra i vicoletti del centro storico, meta molto gettonata dai tour operator.

Porta d'accesso a Korčula

Vicolo e vela

L'arte della lavorazione della pietra
 Particolare di questa isola era la lavorazione della pietra destinata ad abbellire i palazzi delle principali città della costa. Non ci facciamo mancare la visita al duomo eretto nel XV secolo, dedicato a San Marco, e una risalita tra gli scalini angusti del campanile.

Claustrofobia
 La veduta che si gode dall’alto vale il rischio claustrofobico corso nel risalire le scale.

Veduta sul canale
Il marina dal campanile
 Al calar della sera è un tripudio di tavoli dei ristoranti apparecchiati all’esterno lungo il perimetro da cui si domina tutto il canale.

Mezza torre della cinta
 La sosta di due giorni si è rivelata ottima per le tante cose da vedere, per la disponibilità della rete wifi che ci ha permesso di aggiornare il blog, e, non da ultimo, per un grazioso ristorantino che con poche kune ci ha fatto dimenticare due sere della ottima cucina di bordo.

Il blogger Vincent mentre crea

La redazione al lavoro con ufficio volante
 Cara Korčula, ti teniamo sotto osservazione nel caso di altre vantaggiose offerte!

16 giugno, domenica – Ebbravo a Ulisse!
Lasciamo il marina di Korčula in una splendida giornata di sole: l’estate si avvicina a grandi passi, finalmente! Ci avviciniamo sempre di più a Dubrovnik dove imbarcheremo forze fresche per il salto verso la Grecia. Ultima tappa da rispettare è la baia di Okuklje nella parte sud-est dell’isola di Mljet, mentre la parte nord della stessa isola, quasi un terzo, è stata trasformata in un apprezzato parco marino. 25 miglia di navigazione ci dividono da questa baia che ci lascia decisamente a bocca aperta fin dall’ingresso.

Ingrasso alla baia di Okuklie
Forse è vera la leggenda che in questa isola Calipso tenne prigioniero Ulisse per sette anni con un incantesimo. L’impressione è quella di stare all’interno di un vulcano spento, con le pareti circostanti  ricoperte di una ricca vegetazione e alte circa 300 metri. Poi quasi nulla. Nessun edificio sui costoni, salvo quello di una piccola chiesetta da cui si gode un panorama fantastico sulla baia sottostante e sull’ampio Kanal Mijetski e sulla costa continentale da dove origina la penisola di Sabbioncello.
La baia vista dalla chiesetta
Che pace!
Il canale d'ingresso visto dalla chiesetta
 Siamo attraccati alla rustica banchina del ristorante Baro, che ci fornisce ormeggio, corrente, tavolino con sedie al fresco di una incannucciata… e tutto gratis! 

Il riposo di Experience
 Ci sembra doveroso ricambiare a tanta gentilezza prenotando un tavolo sul panoramico terrazzino dell’annesso ristorante. Terminato l’ormeggio, il tuffo nelle limpide acque suggella il nostro primo bagno dopo dieci giorni di navigazione, seguito, a qualche ora di distanza, da una splendida passeggiata verso la chiesetta distante circa mezz’ora a piedi, tra fiori e una natura incontaminata. 

Natura viva
Farfalla e lavanda

Bianchi fiori

Primo bagno!
 Infine, la sera, solo per spirito di cortesia, ci accingiamo ad assaggiare un favoloso formaggio di capra, un calamaro, un gambero, un pescetto, varie verdurine passate alla griglia, eccetto delle patate che preferiamo al forno. Accompagniamo il tutto con una birretta locale ed un grappino conclusivo, ma sia chiaro: è stato il cortese ristoratore che ha insistito tanto per farcelo assaggiare! A pagare, effettivamente, abbiamo pagato. Ma vi assicuro che da noi con la stessa somma non si sarebbe potuto mangiare altro che una pizza.

Cena da Varo
 Prima di andare a dormire ci facciamo due passi digestivi e tra un’occhiata e alle barche e una alla stella polare, ripenso alla cena a base di pesce e a quel furbacchione di Ulisse e ragionando tra me e me dico: “Ebbravo a Ulisse! Ecco perché sei stato su questa isola per sette anni! Posto bello, pesce fresco a volontà…e se ti veniva voglia di carne, c’era Calipso che ci pensava....e che vuoi più dalla vita? Sì, vabbuò…l’incantesimo… senza offesa Ulì: a ‘sta cosa non ci crede nemmeno Nessuno!”

3 commenti:

  1. Amici qua vedo che ci sono novità: tendalino nuovo e addirittura il tavolo installato nel pozzetto ma....

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  2. Sono Elvio, ti avevo chiesto la meta delle tue ferie estive. Ho ammirato e scorso il tuo blog, dei paesaggi e delle vedute eccezionali, un mare incantevole, tramonti e e albe mozzafiato, posti caratteristici,arti culinarie che senz'altro hai apprezzato, compagni di viaggio piacevoli. Ma tua moglie c'era, oppure ti sei appoggiato alle tue amiche di redazione?
    Certo sono un po' invidioso di quello che stai facendo, ma la vita e' strana, forse un giorno qui o altrove affronteremo insieme una bellissima avventura, un viaggio che non dimenticheremo, ciao

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