venerdì 14 giugno 2013

2013 Da Zadar a Kérkyra - 2a parte



8 giugno, sabato – Si parte!
Dopo una lunga fase di preparazione fin nei minimi particolari, siamo pronti per mollare gli ormeggi. Experience è talmente emozionata di riprendere il mare che ci crea qualche problema in fase di avviamento, ma la sapiente manipolazione del comandante Sandro rimette subito le cose al loro posto. Sono le 10.15 e si parte con direzione Nord: bisogna doppiare la punta estrema di Olive Island per poi dirigerci verso l’arcipelago delle Kornati, o Incoronate, un vero paradiso per i velisti con centinaia di baie a disposizione in un paesaggio non deturpato dall’uomo. Tappa breve di 25 miglia prima di arrivare a Sali. Attracco alla banchina: ci vogliono più di 300 Kune per passare la notte tra gruppi di charteristi euforici che trasformeranno il molo in un pub all’aria aperta tra cori e schiamazzi notturni. È sabato sera: bisogna trasgredire! E vai giù di birra e di casino fino alle 4 del mattino. Se sei astemio… non dormi! E ti metti a scrivere della bella giornata e della magnifica passeggiata pomeridiana tra i sentieri in terra battuta e macchia mediterranea.

Banchina di charter esuberanti

Sentiero di Sali

Spiaggia di Sali


9 giugno, domenica – Kornati a noi!
Ore 10. Dopo la pessima nottata trascorsa ad ascoltare il popolo banchinaro lasciamo Sali e Dugi Otok, Isola Lunga, con poco rimpianto.
Ci dirigiamo verso le Kornati, di cui ho sentito spesso parlare bene. Leggero vento contrario da sud, la giornata è luminosa, il mare calmo, anche se la temperatura non è certo primaverile. C’è bisogno almeno di una felpa a manica lunga. Di farsi un bagno nemmeno a pensarci. Dopo un’ora di navigazione ci avviciniamo ad un punto particolare: è lo stretto di Katina, un isolotto che fa da porta d’ingresso all’arcipelago e di conseguenza al Mare Adriatico.


Ingresso parco delle Incoronate

The Captain

Le Kornati sono la parte più esterna e parallela alla costa centrale della Croazia. Tentiamo un primo passaggio a sud dell’isolotto ma il fondale è di soli 2 metri e desistiamo. Proviamo il passaggio più a nord, con fondale per noi sufficiente e si capisce subito che il contesto è cambiato radicalmente anche perché una cartellonistica esagerata ci comunica che siamo effettivamente nel parco naturale. Il paesaggio è sicuramente affascinante: una lunga sequela di isole, scogli affioranti, mede di segnalazione, qualche secca pericolosa ci consigliano la massima attenzione alla carta nautica e al navigatore satellitare. Le isole sono completamente brulle e un po’ di alberi e di verde si notano ai piedi degli isolotti dove tra questi spunta anche qualche casa. Per stare alla fonda nell’aria protetta, privata, si paga un ticket in base alla lunghezza della barca: la nostra paga circa 35 euro e la tariffa sale se il ticket viene fatto al volo dai ranger del parco, esattori in gommone che ci osservano già da lontano. In fondo queste Kornati sono un tratto di mare lungo circa 15 miglia molto frequentato da velisti e da barconi ricolmi di turisti. Pochi i motoscafi che sono obbligati ad una velocità massima di 5 nodi, per loro roba da spararsi! Purtroppo dove arriva il turismo arriva anche lo sfruttamento economico e ambientale. 

Case e verde alle Incoronate

Che freddo in Croazia!

Passaggi pericolosi

Tourist Attack


Notiamo purtroppo molta schiuma da detersivo, tanto che nonostante il ticket pagato, rinunciamo all’ancoraggio che avevamo scelto e puntiamo, per sfuggire a queste cose, su Potkucina, una baia di fronte a Kaprije, che ricordiamo essere libera da vincoli, per passare la notte alla fonda. Sorpresa, poveri noi: anche qui gavitelli a pagamento! Circa 30 euro ed in omaggio, offerta dalla casa, una bella pioggia! Tutto molto pittoresco, speriamo di dormire in santa pace e goderci la pioggia in barca, magari con una bella cena al caldo accogliente della dinette.

Gocce di pioggia sul bimini

Gocce di pioggia a Potkucina

10 giugno, lunedì – Scirocco contro
Al caldo della cuccetta di poppa sento lo scirocco che attraversa a più di 20 nodi il sartiame di Experience. Benediciamo a questo punto l’ormeggio sul gavitello. Una cosa è sentirsi aggrappati ad un’ancora di 15 kg, altra cosa è sentirsi rassicurati da un blocco di cemento di diversi quintali posato sul fondale. Posso continuare a sognare tranquillamente quello che mi pare. La luce del mattino rischiara tutta la baia di Potkucina e le oltre 30 barche avvinghiate ai gavitelli. Il vento è calato ma il cielo resta coperto, ci allontaniamo dalla baia in silenzio per non rompere l’atmosfera incantata.

Partenza dalla baia di Potkucina

Vincent

Sono appena le nove e ci troviamo circorcondati da tante isole e isolette. Si distende sulla nostra sinistra la costa Dalmata, noi puntiamo decisamente a sud-est, ma lo scirocco proveniente dalla stessa direzione comincia a soffiare contro di noi, creando anche una bella onda di prua. La meta prefissata a questo punto si allontana in quanto siamo costretti a puntare più verso la costa. Il fiocco a riva ci stabilizza un poco, ma è il motore che fa gran parte del lavoro. Intorno a noi una folla di vele che affrontano il mare ciascuna secondo le proprie possibilità. Una serie di bordi tra isolotti e incroci con altre barche ci conduce nei pressi della baia di Rogozonica. Decidiamo di trovare ormeggio da queste parti anche perché siamo stanchi di essere sballottati dalle onde dello scirocco. Alla fine della baia, quasi un cul de sac, troviamo un ampio spazio ridossato che ci ispira anche se le poche casette sulla riva non ci esaltano. Diamo fondo all’ancora e ci rifocilliamo con una ricca insalatona. Il brandeggio della barca ci porta però troppo vicini alla parete rocciosa e questo ci preoccupa un tantino. Intanto il vento salta di 180° e da sfavorevole alla nostra rotta iniziale diventa a favore e par che ci dica: “Allora, che aspettate? Perché non ne approfittate?” Un rapido consulto tra l’equipaggio e si decide di prendere di nuovo il mare, direzione Trogir, la nostra meta iniziale. Sono le 14.30, per le 17 dovremmo farcela. Infatti all’ora del tè ci troviamo all’ingresso del golfo della cittadina meta molto gettonata del turismo estivo. Diamo fondo in tre metri d’acqua a poca distanza dal centro storico, delle cui bellezze vi parlerò domani.

Trogir. Alba alla fonda

Trogir. Alba alla fonda


11 giugno, martedì – Trogir très jolie
L’assaggio breve di Trogir di ieri sera ci ha lasciato non poco stupiti in quanto non ci aspettavamo tanto! Veramente un posto particolare, fatto di strette viuzze lastricate in pietra bianca, tanti ristorantini caratteristici, un via vai di gente ma soprattutto alcune testimonianze d’arte di altissimo valore racchiuse in poche centinaia di metri quadrati. Non è un caso che questo piccolo centro storico sotto la tutela dell’Unesco dal 1997.
Stamattina abbiamo lasciato Experience tutta sola alla fonda e a bordo del nostro tender ci siamo inoltrati nel canale navigabile che ci porta a pochi metri dal centro cittadino.

Canal

 Entrare nel merito delle cose visitate risulterebbe impegnativo per una minuziosa descrizione, ma un portale romanico del XII secolo e di siffatta ricchezza artistica non capita tutti i giorni di vederlo. La visita al Duomo dedicato a San Lorenzo, l’interno con la cappella dedicata a Giovanni Orsini, il ciborio ottogonale, la diversità degli stili dal romanico al gotico fiorito fino ad arrivare al veneziano, ne fanno un posto unico e le frotte di turisti intruppati ne testimoniano l’importanza. Altra perla di questo monumento è il campanile gotico da cui si gode una veduta sul porto canale antistante attraversato da un ponte fisso.

Bifora del Campanile di Trogir

Portale romanico

Vista dall'alto del porto canale

Ma dopo questo tuffo nella storia dell’arte restano da appagare gli appetiti quotidiani. E cosa c’è di meglio che un bel giro nei mercatini locali, da quelli del pesce a quelli di frutta e verdura. Devo dire che da queste parti la verdura è ottima come sapore e freschezza. I prezzi, purtroppo, sono allineati a quelli in euro: per un kg di zucchine ci vogliono sempre 3,50 €. Carichiamo il nostro tender di tutta la spesa come si fa con i carrelli di un supermarket e poi via attraverso il canale del centro storico tra due ali di bar e chioschetti pieni di turisti alle prese con l’aperitivo o l’immancabile birra.
Sembrerebbe a questo punto un tranquillo pomeriggio di riposo, magari da dedicare alla lettura o all’ozio. E invece, dopo aver consumato una maestosa pasta e zucchine, il comandante “propone” di approfittare come ieri del vento teso favorevole per trasferirsi a Milna, un piccolo porticciolo sull’isola di Brac che ,per capirci, si trova a 18 miglia sud est di Spalato. La ciurma si consulta e sommessamente annuisce, avvalendosi del diritto al mugugno di genovese memoria. Dunque si riparte!
Prendiamo il mare con venti nodi di vento a favore. Fiocco a riva e motore che borbotta appena. Questo ci consente di filare a oltre sei nodi verso il Marina del consorzio ACI di Milna. Da ricordare solo uno spettacolare tramonto con le nuvole spennellate dal rosso della luce del sole al tramonto. Domani ci attende Hvar, figlio di Pdor e padre di Kmer! (libera citazione da Aldo, Giovanni e Giacomo) http://www.youtube.com/watch?v=WveYeC0Vzec

Tramonto rosso a Milna

mercoledì 12 giugno 2013

2013 Da Zadar a Kérkyra - 1a parte



Dopo un anno Experience riprende il viaggio:
vele al vento per nuove tappe e nuove emozioni


5 giugno, mercoledì – Si riparte
Partenza ormai consueta quella di giugno, domani mi aspetta in Croazia Experience con il suo equipaggio, per regalarmi l’ennesimo periodo di riflessione e di riposo, forse!
Dallo sbarco dello scorso anno molte cose sono cambiate nella mia vita, dalle elezioni alla L. N. I.  dove non mi sono ricandidato, a quelle della FIV, dove ho fatto poco o niente per essere rieletto, fino ad arrivare a tre giorni fa, quando ho annunciato pubblicamente la mia graduale uscita dalla presidenza di Vele di Levante durata ben otto anni.
Una virata radicale sulla rotta della mia vita al fine di recuperare un “privato” ormai sempre più condizionato da impegni e responsabilità per gestire cose che riguardavano il mio prossimo, sempre molto pronto a pretendere ma poco disposto a dare.
Ecco allora la decisione di tagliare i ponti gradualmente con il mio impegno profuso in questi anni nel sociale e ritornare a decidere del mio tempo, trovare gli spazi da dedicare alla famiglia, allo sport, alla lettura, alla musica, agli amici di sempre. Certamente dovrò riprogrammare le mie giornate, e questo, alla mia età, significa pianificare con coraggio e realismo i prossimi anni.
Iniziare questo nuovo percorso esistenziale con questo nuovo viaggio a bordo di Experience mi sembra certamente un ottimo avvio….

Snav Ancona-Split

 
6 giugno, giovedì – Quando la partenza è già viaggio
In una bella mattinata di sole arriviamo a Spalato con puntualità cronometrica. Barbara ed io ci siamo incontrati ad Ancona ed ora iniziamo insieme l’avvicinamento a Experience. Per la notte ci siamo arrangiati nella sala poltrone della Snav nel tentativo di farci un sonnellino, riuscito in buona parte. Lasciamo la bella nave e attraversiamo il check-in di controllo doganale sfiorati dalla inciviltà di un gruppo di devote pellegrine partenopee dirette al santuario di Medjugorje. Pur di guadagnare il regno dei cieli, si può anche evitare di fare la fila alla dogana! In attesa del Califfo e di Sandro, provenienti in moto da Zara, ci incamminiamo per una visita al mercato rionale di Spalato, ricco di colori e profumi a cui non siamo abituati. Ci concediamo l’assaggio di un prodotto da forno, una specie di sfoglia, tipo strudel, farcita di un’invitante marmellata di ciliegie. Poco dopo arrivano i nostri: Sandro e Italo, e disbrigate alcune pratiche per l’imbarco della moto ci accingiamo a risalutare Italo che deve rientrare in Italia per impegni sopraggiunti. Rimasti in tre, ci rendiamo disponibili per una lunga visita del centro storico, dove si erige in tutta la sua grandezza la residenza dell’imperatore Diocleziano (284 – 305 d.C.), nato a Salona, non molto lontano da questo suo palazzo e persecutore dei seguaci della nuova religione cristiana. Siamo appena sbarcati e già siamo immersi nella storia di questo paese che nel corso dei secoli spesso si è incrociata alla nostra. Ci intratteniamo ancora tra le viuzze e il terminal marittimo di Split, fino a quando l’autobus per Zara, distante quasi 150 km, ci accoglie per mostrarci durante il viaggio una serie di spettacolari e incredibili baie, sfiorate dai raggi di un sole sempre più al tramonto.
Dal terminal zaratino del bus fino al porto ci spostiamo velocemente in taxi per prender in tempo l’ultima corsa del traghetto che collega Zara all’isola di Ugljan, dove Experience ha trascorso l’inverno. Sono le 23.30 quando il portellone del traghetto ci espelle sul piazzale oramai deserto di Preko; cerchiamo un taxi che ci accompagni al Marina, distante 5 chilometri, dove ci attende impaziente Experience; incontriamo solo un vigile urbano che ci conferma che a quest’ora non c’è più il servizio taxi. Non ci resta che utilizzare il più tradizionale dei mezzi di trasporto: i piedi.
Per fortuna siamo muniti di valigie e borse con rotelle, che ci consentiranno di trasformare i 5 km di percorso che ci attendono in una via crucis notturna. Quella che sembrava essere una cocente fregatura è diventata, affrontata con il giusto spirito, una bellissima passeggiata notturna, tra viottoli che si inoltrano tra gruppi di case addormentate. Costeggiamo spesso il mare e alla nostra destra la costa dalmata illuminata ci indica il percorso. Durante tutto il tragitto incontriamo solo una persona che ci chiede preoccupata e forse incuriosita dove andiamo a quell’ora; nel mio perfetto inglese molto approssimativo, gli faccio capire da dove veniamo, dove andiamo, e che il nostro viaggio è iniziato alla grande ancor prima di aver mollato gli ormeggi. Ritrovare Experience che ci aspetta tutta tirata a lucido è come ritrovare un vecchio e caro amico. Basta uno sguardo per intendersi, poche parole. Adesso vogliamo solo dormire ed è quello che facciamo all’istante.

Mercato di Split
Mercato di Split
Palazzo di Diocleziano



Notturno con trolley


7 giugno, venerdì - Zara per tre
Decidiamo di riposarci un giorno e lo dedichiamo esclusivamente alle pratiche burocratiche di dogana presso il vicino posto di polizia. Mi metto addosso solo un costume a pantaloncino e una vecchia maglietta, ai piedi dei consunti mocassini… tanto rimaniamo nelle vicinanze!
Porto con me l’inseparabile marsupio carico di documenti, soldi, fotocamera, penne e notes e un coltellino multiuso. Questo è oramai il mio armamentario da turista in missione speciale. Porto con me anche il mio fidatissimo carrellino pieghevole per la spesa, d’altra parte… tanto rimaniamo nelle vicinanze! Ed io non devo far altro che mostrare il documento al militare preposto. Sono quasi le 12 e giunti all’ufficio ci accorgiamo che è chiuso e tale resterà per alcuni giorni. Bisognerà pertanto andare a Zara! Prendere perciò il traghetto, facendolo oltretutto in fretta, perché si rischia di perdere un’intera giornata senza quel documento della capitaneria. Il traghetto sta per partire, più tardi l’ufficio potrebbe essere chiuso, ed il tempo per tornare in barca a darsi una sistemata non c’è. Partiamo. E così mi ritrovo poco dopo nel centro elegante di Zara tra turisti adeguatamente abbigliati mentre io sono vestito da spiaggia, in più, con il fido carrellino al seguito! Sinceramente mi sento un poco a disagio, come forse lo sono i miei compagni di avventura che si portano dietro un Linus con carrellino al seguito. Espletate tutte le formalità, compreso un ottimo panino nel centro storico e la spesa nel mercatino locale, ritorniamo alla base nautica che è già tardo pomeriggio. Experience ci accoglie premurosa come sempre e mentre ci facciamo una birra le raccontiamo dei documenti fatti, della spesa al mercatino, dell’utilità del carrellino e di quel ridicolo Linus che lo spingeva.

Jadrolinija per Zara
Panino a Zadar
Che fatica la spesa
Ritorno al Marina di Ugljan


mercoledì 4 luglio 2012

Ultima tappa (forse..)


Le ultime tre tappe

Kaprije dorme ancora quando sfiliamo la cima a doppino che ci tratteneva al gavitello. Un poco ci dispiace di accendere il motore e inquinare il fragoroso silenzio che domina la piccola baia. Bastano alcuni cenni tra di noi per trovarci fuori dall’insenatura mentre scorrono sotto i nostri occhi i tanti muretti a secco, a protezione della vegetazione. La rotta odierna è una linea quasi dritta che costeggerà innumerevoli isole, tra le principali Otoc Pasman e Otoc Uglijanu, così vicine da essere collegate tra loro da un ponte, dove sulla seconda delle quali, approderemo a metà pomeriggio. Ci concediamo una sosta nel porticciolo di Pasman che da il nome all'isola.


Le bagnanti di Pasman

Il marina di Sutomiscica
Ci accoglie il grazioso e verdeggiante marina nella Uvala Sutomiscica, distante solo poche miglia dalla importante dirimpettaia Zadar. Il tempo per fissare le cime d’ormeggio basta per capire che questo lungo viaggio è terminato! Quasi un mese di navigazione, per l’esattezza 29 giorni, più di 1000 miglia percorse. L’attraversamento est-ovest, “coast to coast”, di tutta la Grecia, un salto nella ospitale Puglia e la risalita di mezza Croazia, fino a Zara. Una vera full immersion di albe e tramonti, di lune calanti e crescenti, di mari dai nomi diversi ma sempre uguali, di venti impegnati nel gioco del loro eterno mutare.


Sutomiscica dall'alto con di fronte Zara e la sua costa. 
Adesso è il tempo dei titoli di coda che iniziano a scorrere nella nostra memoria. Dall’idea del grande califfo Italo, vero mecenate dell’impresa, al “dispotico” ma bravissimo comandante-amico Sandro e alla vera sorpresa dell’equipaggio: la tenace Barbarella, detta Kirbit, ai rudi marinai, Nic e Lello, sostituiti strada facendo dal mozzo tecnologico Mauro, accompagnato da una fugace apparizione del Califfo, che ci ha supportati anche dopo in tutti i modi dalla lontana Padania, fino al sottoscritto, che, ispirato dalla solita Musa, si è inventato l’idea di questo blog, strumento che conosceva poco e senza avere il supporto di mezzi adeguati, per la voglia di raccontare e condividere. Eppure, la creazione e pubblicazione quasi quotidiana del blog è stata per molte serate il nostro passatempo e un modo per narrare agli amici e alle persone care, nonostante la stanchezza, le emozioni e le immagini salienti della giornata.
Senza presunzione, ma da qualche commento ricevuto, mi pare che lo scopo iniziale sia stato raggiunto, anzi..!
Una sdraio ed un buon libro.
Un ultimo grazie lo dedico sinceramente ad Experience, a cui, devo riconoscere, sono legati molti momenti belli della mia vita, e non è detto che non me ne riservi altri. E un grazie a voi, che affettuosamente vi trovate a gironzolare tra queste righe, senza che io sappia di voi.. comunque è stato un piacere incontrarci.

Bellezze “Kapresj”


La sveglia impostata sul cellulare ci trova già tutti pronti per accompagnare Mauro all’imbarco del traghetto. Evitiamo lacrime e fazzoletti e con un moderno “give me five” lasciamo il giovanotto in balia dei successivi mezzi di trasporto. Noi riprendiamo subito la navigazione verso nord-ovest, con approdo che si deciderà strada facendo, in base a quello che il vento ci suggerirà.  
"Arrivederci a presto"
Caicchi a Stari Grad

A nostro favore soffia un levante che ci spinge fino a Milna per un necessario rifornimento di gasolio. Risparmiamo 20 euro sull’equivalente pieno fatto in Italia.
Proseguiamo con prua sempre a nord-ovest, ma con il vento che si è disposto a libeccio e che fa ingrossare parecchio il mare. Per noi va ancora bene, non per quelli che navigano in senso contrario e vengono sbatacchiati continuamente sulle onde. Cerchiamo un ridosso e lo troviamo presso l’esterno della baia di Rogoznica per una pausa ristoratrice. Consumiamo una maestosa insalata di verdure e fagioli, non prima però di aver fatto uno straordinario bagno, roba da cinque stelle, tra acque limpidissime che muovono lentamente banchi di poseidonie, e teutoniche nudità disvelate ai nostri pudichi occhi.

  Dopo la pausa decidiamo di proseguire per altre 15 miglia per fermarci nella baia di Kaprije, che in croato significa Capri. Il paragone può sembrare pretenzioso, ma il borgo che circonda la piccola baia non è niente male e l’atmosfera che si crea con le tante barche alla fonda è da ricordare. 


L'entrata della baia di Kaprije e i suoi muretti a secco.

Decido così di fare un solitario giretto in tender tra barche e gavitelli e anche in questa occasione mi imbatto in una “Frau” che decide di darmi il benvenuto mostrandomi il suo lato B al tramonto celato solo da un velo di languido bagnoschiuma. Che dire, se non “Grazie, Frauen, ma non c’era bisogno di mettersi così in cerimonie”?


lunedì 2 luglio 2012

Risalendo la Croazia


Da Lastovo a Hvar

Il parco di Lastovo all'alba

Giornata degli estremi quella di oggi. Lasciamo quasi con dispiacere la disarmante bellezza e la beata solitudine del parco di Lastovo, fatto di silenzi, di baie suggestive e di angoli dove la natura ancora prevale. 


Il lungo percorso di circa 45 miglia di oggi ci porterà prima nel fitto traffico di barche e barconi nel porto della città di Hvar, sull’omonima isola, e per concludersi a Stari Grad, ubicata nella parte nord-ovest dell’isola. Si tratta di un lungo fiordo in fondo al quale si erge tranquillo il paesino in pietra chiara fatto di vicoli stretti e corti scenografiche trasformate in accoglienti angoli ad uso e consumo della domanda turistica. 

Viuzze e particolari di Stari Grad
 


Privo di servizi, ma abbastanza caro, l’ormeggio frequentato da caicchi e barche a vela anche di grosse dimensioni. 

Banchina attrezzata
 Ma il paesino riserva per me una sorpresa che forse ad altri dice poco. Attratti dalla sagoma del campanile che domina il borgo, ci accingiamo alla visita della chiesa adiacente, con una particolare facciata in stile rococò. Ebbene, la sorpresa è stata quella di trovare, in bella mostra su un altare della navata laterale, l’immagine della Madonna del Rosario di Pompei. Per uno come me, vissuto da sempre sotto il suo sguardo, è stato come ritrovare un volto familiare e un pezzo della propria identità dove meno te lo aspetti.




In serata ci prepariamo psicologicamente allo sbarco di domani all’alba del giovane e valido marinaio che ci ha supportato nelle ultime dieci tappe…come faremo senza di te, giovane Mauro? Ti faremo sapere attraverso questo blog che sicuramente seguirai…


domenica 1 luglio 2012

Infine la Croazia


Il faro di Vieste invia ancora i suoi lampi di luce nelle ultime ore della notte mentre EXPERIENCE lascia il porto con il buon ricordo che la città ci ha lasciato durante la fugace visita di ieri sera.


Poco dopo, grazie alle favorevoli condizioni atmosferiche assistiamo ad una spettacolare alba mentre alcune navi da crociera intersecano la nostra rotta verso la Croazia. Una leggera brezza ci aiuta nella navigazione gonfiando il nostro fiocco che stabilizza ed accompagna il nostro procedere a motore. Durante la navigazione avvisiamo alla nostra sinistra il desolato scoglio di Palagrutza che ci conferma che metà del percorso è bello che andato.

In acque croate, bandiera di cortesia a riva.
 Tra un bucato veloce ed un buon panino, avvistiamo infine la nostra isola di Lastovo che ci accoglierà con la sua dogana, la sua capitaneria e con la sua moneta, la Kuna che è la settima parte circa di un Euro. 

L'arcipelago di Lastova

Quello che ci colpisce di questo piccolo arcipelago è la straordinaria trasparenza del mare che andremo a constatare poco dopo con un rigenerante e non consueto bagno a pochi metri dall’ormeggio, siamo comunue in un parco marino protetto, infatti poc’anzi pagheremo all’addetto il biglietto d’ingresso si 25 Kune.
Presi da tanta quiete e bellezza dei luoghi dimentichiamo perfino che è domenica e che stasera in TV c’è qualcosa d’interessante ma non ricordo di cosa si tratti.

Il fiume di mare


Ps: Al sig. autopilota, è vero che ci hai consentito di ripararci all’ombra durante le ore di canicola, è vero che hai mantenuto la rotta impostata in modo egregio, ma francamente non riusciamo a capire queste tue improvvise veroniche che provocano delle spettacolari volee come in un appassionato tango, per cui la invitiamo ad essere più professionale.