mercoledì 4 luglio 2012

Bellezze “Kapresj”


La sveglia impostata sul cellulare ci trova già tutti pronti per accompagnare Mauro all’imbarco del traghetto. Evitiamo lacrime e fazzoletti e con un moderno “give me five” lasciamo il giovanotto in balia dei successivi mezzi di trasporto. Noi riprendiamo subito la navigazione verso nord-ovest, con approdo che si deciderà strada facendo, in base a quello che il vento ci suggerirà.  
"Arrivederci a presto"
Caicchi a Stari Grad

A nostro favore soffia un levante che ci spinge fino a Milna per un necessario rifornimento di gasolio. Risparmiamo 20 euro sull’equivalente pieno fatto in Italia.
Proseguiamo con prua sempre a nord-ovest, ma con il vento che si è disposto a libeccio e che fa ingrossare parecchio il mare. Per noi va ancora bene, non per quelli che navigano in senso contrario e vengono sbatacchiati continuamente sulle onde. Cerchiamo un ridosso e lo troviamo presso l’esterno della baia di Rogoznica per una pausa ristoratrice. Consumiamo una maestosa insalata di verdure e fagioli, non prima però di aver fatto uno straordinario bagno, roba da cinque stelle, tra acque limpidissime che muovono lentamente banchi di poseidonie, e teutoniche nudità disvelate ai nostri pudichi occhi.

  Dopo la pausa decidiamo di proseguire per altre 15 miglia per fermarci nella baia di Kaprije, che in croato significa Capri. Il paragone può sembrare pretenzioso, ma il borgo che circonda la piccola baia non è niente male e l’atmosfera che si crea con le tante barche alla fonda è da ricordare. 


L'entrata della baia di Kaprije e i suoi muretti a secco.

Decido così di fare un solitario giretto in tender tra barche e gavitelli e anche in questa occasione mi imbatto in una “Frau” che decide di darmi il benvenuto mostrandomi il suo lato B al tramonto celato solo da un velo di languido bagnoschiuma. Che dire, se non “Grazie, Frauen, ma non c’era bisogno di mettersi così in cerimonie”?


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