Risveglio tranquillo e splendida passeggiata nel verde dell'insenatura di Vathi, in alcuni punti panoramici si domina tutto il golfo di Meganisi. Si mollano gli ormeggi e ci si dirige lentamente a motore alla volta di Skorpios che si distende immobile in tutta la sua dolente bellezza. Il pensiero corre puntualmente a chi l'ha resa famosa in tutto il mondo.Proseguiamo tra splendide isolette che sinceramente non mi aspettavo così belle.
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| Isola di Skorpios |
Dirigiamo sicuri verso Lefkas fino a quando non ci immettiamo in un lungo canale delimitato da una serie di boe che indicano bassi fondali. In pratica una stretta strada a doppio senso, sembra di essere sulle strade che portano al mare la domenica mattina; molti che vanno in un senso, pochi che vanno in senso contrario. Noi che andiamo verso il Nord siamo in minoranza. Giungiamo nel porto-città di Lefkas per uno scalo tecnico e per una breve sosta con tanto di ormeggio incasinato dei nostri vicini. Ci rimettiamo in moto perché si deve superare il ponte girevole che si apre allo scoccare di ogni ora. Alle 15,00 infatti il ponte semovente ruota come una comune porta domestica e permette alle barche in attesa di attraversare lo stretto passaggio.
Quello che ci aspetta subito dopo non è solo stretto ma anche basso, infatti l'ecoscadaglio ci avverte più allarmato del solito che navighiamo in 2,50 mt. di acqua. Qualcuno, infatti, alla nostra dritta è rimasto ahimé insabbiato ed è in attesa di soccorso.
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| Doppio senso |
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| Il ponte girevole di Lefkas |
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| Uscita dal canale di Lefkas. A destra barca arenata |
Finalmente di nuovo il mare aperto per l'ultimo sforzo della giornata, l'ultimo tratto che ci divide da Preveza, distante per me solo una "pennica" lunga cinque miglia. Anche in questo caso passaggio obbligato tra le boe e poi finalmente nel vastissimo porto dove possiamo effettuare un comodo ormeggio all'inglese, cioè "spaparanzato". Il resto della serata è tutto dedicato a Ghiros, Mithos e gelatone. Ma di questo non vi racconterò nulla.
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| Porto di Preveza |
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