martedì 26 giugno 2012

Al dott. Maestrale


Partenza da Brindisi del Califfo a piedi
Il porto di Brindisi by night
Brindisi. Colonna romana, termine della via Appia

Egregio dott. Maestrale,
ci risulta evidente che in questo periodo non viviamo un buon rapporto con Lei, forse a causa di qualche inesattezza proferita durante le nostre discussioni tecniche in pozzetto o di altre nostre mancanze a noi ignote. Questa sua insistenza ci causa una difficoltà di navigazione e qualche repentino cambio di programma.
Allora, prima di tutto, le chiediamo scusa sinceramente, associandoci al poeta che ha cantato di Lei “..e sotto il Maestrale urla e biancheggia il mar..” e La invitiamo a prendersi qualche giorno di riposo, caso mai facendosi sostituire da qualche Suo illustre collega, come il dott. Grecale , il prof. Scirocco, o il cav. Ostro, che in questi momenti potrebbero essere più funzionali alla nostra navigazione in direzione nord-ovest. Faccia Lei, noi rimaniamo sempre suoi convinti ammiratori.

Villanova di Ostuni. Sbarco dei profughi.

Due cuori e una vespa


Primi passi a vela

Oggi, infatti, data la situazione descritta, siamo riparati nel piccolo ma grazioso porticciolo di Villanova di Ostuni, accolti dalla ruspante cortesia di Angelo, detto “Mariner”. Assicurata la barca e montato il fresco tendalino, ci siamo dedicati al rito magico della sparizione del pane, in questo caso sotto forma di gustosi panini, esperimento riuscitissimo, come sempre!
E in condizioni ambientali favorevoli, ci siamo concentrati in una impegnativa seduta di “pennica nautica applicata”: trattasi di trovare in barca un posto fresco e ventilato, distendendosi comodamente con l’ausilio di cuscini e asciugamani, proteggendosi gli occhi dalla luce e sprofondando in un riposo intenso, regolare, profondo, capace di trasformare il normale respiro in un’aria sulle corde vocali detta in gergo “ronfo polifonico”. Una goduria pura per gli insonni come me.

Un amore di tramonto, o un amore al tramonto?

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